Furto, raggiro, circonvenzione d'incapace, truffa, rapina, omicidio, strage, rapimento, sequestro, tortura, calunnia, diffamazione, percosse.
Potrei continuare.
La legge ti tutela se ti tolgono i tuoi averi, la dignità, il rispetto. Persino se ti tolgono la vita.
Eppure non esiste alcuna norma che punisca l'atto peggiore che un essere umano possa compiere nei confronti di un suo simile.
In qualsiasi momento la persona che ami o un amico possono pugnalarti alle spalle, e tutto quello che la società può fare è spallucce.
Tradimento, doppio gioco, inganno: la merda, anche con un nome diverso, non avrebbe forse lo stesso lezzo?
Non parlo semplicemente di venir delusi quando si ripone la generale fiducia che si ripone in qualsiasi essere umano e che è alla base del quieto vivere (ché in caso contrario saremmo costretti a saltare alla gola di ogni appartenente alla nostra specie e squarciargliela prima che lui compia lo stesso su di noi). Parlo di affidarsi anima e corpo a qualcuno che ami, senza dubbi, senza filtri, senza barriere. Parlo di far cadere le proprie difese e denudarsi di ogni individualità davanti a qualcuno per cui moriresti, qualcuno che ti fa capire come essere solo emanazioni di un tutto non sia solo una puttanata new-age, qualcuno che ti ricongiunge all'En-Sof. Può essere la persona che ami, può essere la tua migliore amica, può essere un familiare.
Puoi sottrarre a qualcuno beni materiali, puoi infangarne il nome, puoi persino sottrargli la vita: sono cose poco importanti o che sei destinato a perdere in un modo o nell'altro.
Ma esistono morti che sono più dolorose, omicidi più efferati (maledetto giornalismo stereotipato), massacri che non hanno l'onore di essere sulla bocca di tutti per inquietare le masse tanto da spingerle a voler più protezione.
Esistono assassinii che restano impuniti e che si replicano ricorsivamente nella tua mente, finché diventi il tuo stesso squartatore. Deliri mentali in cui carnefice e vittima scambiano i ruoli, e nessuno resta in vita.
Si spezzano legami, ed è qualcosa che fa male ad entrambi. Forse fa male al Tutto. O forse è qualcosa di necessario.
Un uomo può morire migliaia di volte.
E poi, una volta che ti abitui a ripeterti la morte in sogno e in veglia, dopo aver perso il sé che ti guardava da un'altra manifestazione fisica, affronti il sé con cui sempre dovuto aver a che fare. E pensi, e decidi, e scegli. Proverai rancore, odierai? Cercherai vendetta? Povero Shylock, col tuo “Mio è il diritto” non fai che strappare il tuo stesso cuore. E allora? Perdonerai? Dimenticherai? Farai finta di niente? Ego te absolvo, e ti consumi dall'interno, o forse è solo una forma più raffinata di vendetta.
Forza o Amore? Quale via sceglierai?
O imboccherai il sentiero di mezzo, la Compassione?
Avere principi per cui valga la pena morire, altrimenti a che vale vivere?
Ed allora ritorno padrone della mia volontà, e un sorriso non ancora rosso ghigna.
Ho progetti che saneranno il torto che la vittima fa a sé.
Ho progetti che mitigheranno il rimorso del carnefice.
Ho progetti che daranno forma al frattale dell'esistenza.
Ho progetti, e poco tempo per attuarli.
La mia vita per la tua. Mi sembra giusto.
Potrei continuare.
La legge ti tutela se ti tolgono i tuoi averi, la dignità, il rispetto. Persino se ti tolgono la vita.
Eppure non esiste alcuna norma che punisca l'atto peggiore che un essere umano possa compiere nei confronti di un suo simile.
In qualsiasi momento la persona che ami o un amico possono pugnalarti alle spalle, e tutto quello che la società può fare è spallucce.
Tradimento, doppio gioco, inganno: la merda, anche con un nome diverso, non avrebbe forse lo stesso lezzo?
Non parlo semplicemente di venir delusi quando si ripone la generale fiducia che si ripone in qualsiasi essere umano e che è alla base del quieto vivere (ché in caso contrario saremmo costretti a saltare alla gola di ogni appartenente alla nostra specie e squarciargliela prima che lui compia lo stesso su di noi). Parlo di affidarsi anima e corpo a qualcuno che ami, senza dubbi, senza filtri, senza barriere. Parlo di far cadere le proprie difese e denudarsi di ogni individualità davanti a qualcuno per cui moriresti, qualcuno che ti fa capire come essere solo emanazioni di un tutto non sia solo una puttanata new-age, qualcuno che ti ricongiunge all'En-Sof. Può essere la persona che ami, può essere la tua migliore amica, può essere un familiare.
Puoi sottrarre a qualcuno beni materiali, puoi infangarne il nome, puoi persino sottrargli la vita: sono cose poco importanti o che sei destinato a perdere in un modo o nell'altro.
Ma esistono morti che sono più dolorose, omicidi più efferati (maledetto giornalismo stereotipato), massacri che non hanno l'onore di essere sulla bocca di tutti per inquietare le masse tanto da spingerle a voler più protezione.
Esistono assassinii che restano impuniti e che si replicano ricorsivamente nella tua mente, finché diventi il tuo stesso squartatore. Deliri mentali in cui carnefice e vittima scambiano i ruoli, e nessuno resta in vita.
Si spezzano legami, ed è qualcosa che fa male ad entrambi. Forse fa male al Tutto. O forse è qualcosa di necessario.
Un uomo può morire migliaia di volte.
E poi, una volta che ti abitui a ripeterti la morte in sogno e in veglia, dopo aver perso il sé che ti guardava da un'altra manifestazione fisica, affronti il sé con cui sempre dovuto aver a che fare. E pensi, e decidi, e scegli. Proverai rancore, odierai? Cercherai vendetta? Povero Shylock, col tuo “Mio è il diritto” non fai che strappare il tuo stesso cuore. E allora? Perdonerai? Dimenticherai? Farai finta di niente? Ego te absolvo, e ti consumi dall'interno, o forse è solo una forma più raffinata di vendetta.
Forza o Amore? Quale via sceglierai?
O imboccherai il sentiero di mezzo, la Compassione?
Avere principi per cui valga la pena morire, altrimenti a che vale vivere?
Ed allora ritorno padrone della mia volontà, e un sorriso non ancora rosso ghigna.
Ho progetti che saneranno il torto che la vittima fa a sé.
Ho progetti che mitigheranno il rimorso del carnefice.
Ho progetti che daranno forma al frattale dell'esistenza.
Ho progetti, e poco tempo per attuarli.
La mia vita per la tua. Mi sembra giusto.
4 commenti:
quoto tutto PD!
Anche la Soluzione Finale? :D
probabilmente si...
Sicuramente no ;)
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