Stanotte, verso le 2.30, mi sono svegliato con in testa dei versi. Faceva freddo, e ho dovuto alzarmi dal caldo riparo delle coperte per prendere carta e penna. Purtroppo l'arte richiede sacrifici e sofferenza :D
Niente di che, e non sono mai stato particolarmente abile a scrivere in versi (preferisco la prosa), però è stato un moto spontaneo e ho voluto assecondarlo. Ecco tutto.
Niente di che, e non sono mai stato particolarmente abile a scrivere in versi (preferisco la prosa), però è stato un moto spontaneo e ho voluto assecondarlo. Ecco tutto.
Ora chiudi gli occhi
e aprili ancora, amore.
Non fu che un attimo
il tempo che ci lasciò distanti.
E io ti amai in volti differenti
e con differenti nomi ti chiamai,
ma eri sempre tu a sorridermi
e a stringermi a te,
le mie lacrime e le tue
come Tigri ed Eufrate,
rivi compagni.
Tu rea ed io il medesimo,
e non fu colpa di nessuno,
ma fu dolce perdonarci nel reincontro,
quando, non più entità separate,
fummo l'uno il riflesso dell'altra.
Ora chiudi e apri gli occhi, amore,
ancora una volta,
e più non aver paura.
Non fu che un sogno,
un balbettio di noi,
vaneggiammo e fummo savi ancora.
Non temere, non temere,
ora che chiudi gli occhi e sogni ancora.
Sarà dolce perdonarci per colpe che non abbiamo.
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