venerdì 10 ottobre 2008

Sorrisi stentati





Non si vedono in giro che comici che copiano sempre gli stessi stilemi. Non esistono più comici originali, che sappiano proporre nuovi personaggi. C'è sempre il burino, l'ignorante che non riesce a parlare bene (prego sempre che un giorno il tumore al cervello abbia la meglio su Annamaria Barbera), il povero cristo tormentato da famiglia o datore di lavoro o chissà che.
Eppure ci sarebbe spazio anche per altre figure comiche semplici, senza voler per forza aspirare ad essere i nuovi Bill Hicks.
Il comico autoreferenziale.
Avete mai visto un comico che si prende per culo da solo? Uno che fa battute offensive su sé stesso?
"Non capisco la gente che adora i cibi-pappetta. Purè e brodini non fanno per me. A me piace avere cose dure in bocca, non so se mi spiego." [ammicca verso il pubblico]
"La mia ragazza mi accusa di non aver mai niente d'intelligente da dire. Eppure soffro, e non sporadicamente, di fenomeni di meteorismo, e vi assicuro che ci metto tutto il meglio di me, in quelle emissioni"
"Ma lei lo dice solo perché in fin dei conti mi odia. A quest'ora avrei in testa un'amazzonia di corna se ogni sera non la sgonfiassi e non la rimettessi nella scatola"
"Me lo dice sempre mia madre, di lasciarla stare. E anche di lasciar stare la mia ragazza. Mia madre mi adora: per me sarebbe capace di vendere tutti gli organi del suo unico figlio. Ricordo ancora come piangeva il giorno in cui sono nato. E non smise finché non fui ben adagiato fra i sacchi della spazzatura. Non si può dire che io sia cresciuto nella bambagia.
Il problema è che non ho amici. A volte mi piscio addosso solo per sentire un po' di calore umano.
Be', in verità ora ho detto una cazzata. Mi piscio addosso perché sono incontinente. E perché non ho amici. E non ho amici perché mi piscio addosso.

Sarebbe una bella idea. Basterebbe solo avere un tormentone, ché tanto a Zelig ascoltano solo quello. C'è bisogno che ci sia qualcosa di sessualmente allusivo, di ridicolo e politicamente qualunquista. Qualcosa tipo "Masturbo bassotti perché ormai è l'unico piacere che mi è rimasto, governo ladro".
L'unico neo è che non mi andrebbe di raccontare la mia vita agli altri. Già sento che il rapporto con la mia ragazza si vada sgonfiando. Forse dovrei farla riparare da un gommista.


Un'altra idea sarebbe il comico sbadato. L'ilarità sarebbe suscitata da un misto di compassione e senso di superiorità da parte del pubblico.
"L'altro giorno incontro il mio migliore amico con il suo cane. Gli dico "Ma che, ha ingoiato un vibratore gigante?... ..... .... Perché era un bassotto. E stava tremando. Vabbe', continuiamo a discutere e gli dico"Maria è una donna davvero focosa, calda, passionale. Urla sempre quando facciamo l'amore" e il mio migliore amico "Sì, sì, vi sento". [Pausa di qualche minuto] Ah, dimenticavo di dirvi che Maria è mia moglie. [Pausa un po' più lunga] Ah, e che il mio amico ci sentiva dall'armadio"


Ancora, incorporerei due idee abbastanza deboli per farne una vincente: il comico che racconta battute vecchie e quello che vi spiega le battute infarcendole di dotte nonché noiose informazioni.
"Un uomo entra in un caffé: splash! No, perché in pratica i bar prima venivano chiamati caffé. I primi caffé aprirono a Londra e Oxford nel 1650. Poi nel 1670 a Berlino, nel 1684 a Vienna e nel 1686 a Parigi. Quindi la comicità dovrebbe scaturire dal fatto che uno si aspetta che l'uomo entri nel bar, denominandolo caffè, mentre invece con l'onomatopea si scopre che il caffè in questione non è il locale, bensì la bevanda."

Lo so, lo so, non sono personaggi vincenti. Ma è meglio di Zelig, no?

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